Nel profondo dell’anima

E nel silenzio sento che mi piange
l’anima, consumandosi in attesa
d’un barlume di speme, nella resa
del cuore stanco che nel nulla infrange.
Fitta è la nebbia attorno e niente tange
la mano che s’aggrappa e invano è tesa
perché nessuna fiamma or resta accesa,
ma un’angoscia nel cuore che rimpiange
quel tempo dell’amore spensierato.
Mi perdo or nel ricordo senza fine,
in labirinti di silenzio arcano
e vado avanti senza meta e fiato,
cercando un porto amico dove alfine
mi possa accarezzare la sua mano;
ma il mio sguardo, lontano
verso il deserto va, inseguendo il vento,
con il sospiro lungo e il passo lento.
Il tempo infìdo sento
scorrere tra le dita; mai m’arrendo
ché in fondo all’alma ancor la fiamma accendo!
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