Folate scomposte
FOLATE SCOMPOSTE
Folate scomposte di vento Maestro
strappano residue foglie a scheletrici rami,
scompigliano fluenti chiome
e svolazzanti gonne,
dando impeto al mare e voce al canneto.
Aggrovigliano sciorinate lenzuola,
sbatacchiano finestre
lasciate incautamente aperte,
percuotono il legno di traballanti
policromi gusci avventuratisi in infide acque.
Modellano guglie di arenaria
nelle gole incise dai fiumi.
Accelerano il passo di chi va,
rallentano i viandanti di ritorno.
Sferzano volti di donna,
come irruenti baci di focosi amanti.
Disperdono parole gridate
e preghiere sussurrate.
Fanno di cartacce e polvere
dispettosi mulinelli.
Alla mano di un bimbo strappano il palloncino.
Si perde subito là sui tetti, nel grigio cielo,
portando meraviglia, sgomento e lacrime.
Quando le folate scemano,
come non ci fossero mai state,
lasciano cumuli di cartacce e foglie
agli angoli delle strade
e il volto rigato di un bimbo,
che, nasino all’insù, cerca il suo palloncino.
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