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Uomini 25 gennaio 2021 · lettura 1 min · 1068 letture

I miei passi

Peppe Cassese 2168 poesie pubblicate
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Sapevano i miei passi di paure di giorni incatenati al vaneggiare tra putride eruzioni e marchiature compagne nere e bieche del dannare. Volevano i miei passi cancellare il vento maledetto della storia sospinto dal suo male per creare fenomeni di rancida vittoria. Cantavano i miei passi l’istruttoria del cielo che chiudendo gli occhi e il cuore a tanti e a troppi e Dio li abbia in gloria ha dato l’arma iniqua dell’orrore. Gridavano i miei passi quel dolore che solo l’impotenza sa imbandire vantata inversamente dall’ardore di chi combatte nudo col morire. Non scordano i miei passi all’imbrunire di questo canto cupo la sua scure e ancora guarda dentro per capire se l’uomo esacra o adora le sciagure.
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Per non scordare mai fino a che punto può arrivare l’uomo con le sue brutture.

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Commenti (2)

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Giacomo Scimonelli25 gennaio 2021

Versi profondi e ben scritti... una chiusa che inevitabilmente fa riflettere... purtroppo ci sono uomini che adorano le sciagure... non esiste solo la cattiveria di chi agisce in maniera violenta ed insensata verso altri uomini... ma ci sono alcuni che provano piacere nel vedere soffrire altre persone... tutti bravi a giudicare e criticare atteggiamenti inumani... e sotto sotto, anche senza rendersene conto, si nasconde una forma di cattiveria che può diventare complicità... complici con il silenzio e con atteggiamenti da codardi e vigliacchi. L’importante è non dimenticare le brutture di cui si macchiano questi mostri... complimenti per l’efficacia dei versi.

G
Giuseppe La Marca26 gennaio 2021

D’accordissimo con il commentatore che mi ha preceduto. Aggiungo solo che una lirica di tal fatta dovrebbe essere letta, straletta e studiata, giusto per non dimenticare un obbrobrio che solo gli uomini possono fare.