C’erano lucciole
Stefano Acierno
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L’asfalto lucido
zampilla di pioggia,
avviluppa il bosco
e gira
con spire scure
che salgono
e trascinano
uomini frettolosi.
Le mani sul volante,
gli occhi lontano,
io perso fra quelli
che non può irretire
un fondale bruno
pure pressante,
di alberi lunghi
minacciosi
serrati.
Radure,
sprazzi improvvisi,
aprono al cielo
e,
d’una fra quelle,
il ricordo,
Improvviso e inatteso,
buca la mente,
spazza l’ombra invernale,
tinge la scena,
riporta colori passati,
mi ferma.
Come allora...
E c’era chiarore,
sentore penetrante
e il caldo
delle sere d’estate.
Lucciole inondavano il prato
sotto il cielo stellato.
Ai bordi
le guardavamo incantati,
fra i baci.
Noi appassionati,
lì,
in quel punto
di meraviglia,
indimenticato...
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