Dov’è che siete andati
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Dov’è che siete andati
miei rami senza forma
e fiori imbastarditi
da inverni pingui.
Non avevo anni non cadenze
e vi chiamavo bambini nell’utero
procarioti di lago promiscuo
sbarrato alla luce, un che di bozza.
Come fosse domani l’indizio
frugo gli specchi, i corpi assenti
ancora succhiano sostanza
da buchi neri. Li tocco invisibili,
si rompono in una matrioska
ch’è meglio lasciare composta
come un fatto privato
cupezza in gola. Sparpagliare
la propria natura, ch’è meglio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...magnifica... (Lia)
Commenti (1)
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Duilio Martino22 marzo 2021
E’ bellissima, già l’immagine di quest’albero "spettinato" offre una immagine molto significativa. La chiusa non apre alla speranza...

