Una donna alla conquista dell’amore
“Mi stavo dimostrando assai gentile,
volevo solamente consolarti,
ti vedo sempre triste, disperato
e non so più che far per aiutarti
a uscire da quest’intimo dolore
che ti sta trascinando in depressione,
ti sei rinchiuso dentro a un tunnel buio
e stai perdendo pure la ragione!
Ti vedo veramente inebetito,
sei vedovo da più di sette mesi,
ma non fai nulla per dimenticare,
rimani sempre lì coi nervi tesi!
Noi siamo due persone amareggiate
in un momento cinico, tremendo,
vorrei che questa scena dolorosa
si tramutasse in un amor stupendo!
Perché non cerchi di lasciarti andare?
Ti vedo con la mente sempre invasa
da teneri ricordi, a questo punto
non mi rimane che tornare a casa!
Qualora tu pensassi alla tua vita
e senti il desiderio di parlarmi
per vivere con una nuova donna ...
t’aspetterò, tu sai dove trovarmi! ”
Così gli disse Gianna a Ferdinando,
il quale non rispose, era sconvolto,
la vide solo uscire dalla porta ...
col pianto che scendeva sul suo volto!
Passaron venti giorni in un silenzio
davvero interminabile e noioso,
fin quando si decise di chiamarla
dicendole con tono premuroso:
“Ti prego Gianna, sono in piena crisi,
potesti trasferirti a casa mia?
Mi sento troppo solo ed ho paura,
mi sembra di cadere in agonia! ”
E Gianna, sempre più innamorata,
in preda a una tensione alquanto schietta,
raccolse al volo solo il necessario
e corse dal suo uomo in tutta fretta.
Appena Ferdinando aprì la porta
la donna ci rimase proprio male
vedendolo invecchiato e dimagrito
d’aspetto veramente innaturale!
Andarono in salotto e qui fu Gianna,
nervosa ed agitata per lo stato
del suo compagno con la barba incolta,
che disse: “Ti ritrovo malandato!
Ti stai davvero trascurando in tutto
ed ho sbagliato nel lasciarti solo,
adesso devo armarmi di pazienza,
avanti, vieni qui che ti consolo!
Da oggi mangeremo a pranzo e cena
insieme e ti controllo con affetto,
non facciamo l’amor tu hai bisogno
d’avere una presenza al tuo cospetto!
Ti stavi abbandonando in depressione
e per fortuna m’hai telefonato,
m’occuperò di te ogni momento
finché non ti vedrò recuperato! ”
Al termine di quella intensa cura,
lui ritornò in forma e sorridendo
le disse: “Grazie Gianna, m’hai salvato
da quell’avvilimento assai tremendo!
Per ringraziarti andremo al ristorante
e dopo cena ce ne andremo a letto,
però stavolta in senso coniugale
e t’amerò col massimo rispetto! ”
Lei lo guardò commossa, ma felice,
lo strinse in un abbraccio pien d’ardore,
l’aveva finalmente conquistato
e lo baciò col più sincero amore!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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