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Riflessioni 21 luglio 2021 · lettura 3 min · 678 letture

Anche un gigante muore in un istante

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Mi sono fatto il segno della croce, nel mentre che passava il funerale, un carro con la bara tutta in noce che trasportava il celebre industriale, il quale sino a ieri in trasmissione teneva a bada tutti i giornalisti, con la ferocia degna di un leone per prevenire stòlidi imprevisti. Al termine di quel dibattimento il cuore è stato colto da un infarto e sottoposto a un celere intervento, però ... è uscito morto dal reparto! I medici si sono prodigati, ma l’organo ha ceduto all’improvviso a causa di problemi complicati ... Qualcuno, con le lacrime sul viso, è sceso in sala a dare la notizia, c’è stato il pianto di parenti e amici, intorno c’era un clima di mestizia pensando a quanti enormi sacrifici aveva fatto per crear l’impero: duecento e forse più supermercati, palazzi, ville, e si sentiva fiero d’avere vinto vari campionati. La squadra trionfava in tutto il mondo, composta da grandissimi campioni, trionfi su trionfi, un finimondo, un campionario di soddisfazioni! La coppa dei campioni a più riprese col timbro della fede più sincera, compiendo delle vere e proprie imprese per rendere orgogliosa la bandiera! Lui si sentiva sempre bendisposto a vincere nei classici tornei, nella bacheca non ci stava posto per inserir gli ennesimi trofei. La Sua figura era venerata persino in campo istituzionale, laddove gli veniva designata la carica, in campo nazionale, di Presidente del Consiglio. Al pari veniva spalleggiato e riverito dai suoi seguaci e dagli avversari politici, ma in modo assai sgradito! ...Si sa che la politica nostrana è un campo preparato con le mine e chi non mostra una ragione umana ... s’espone pure a una tremenda fine! Ma Lui non pretendeva benefici, guardava oltre con la sicurezza che il compito, pei troppi sacrifici, gli avrebbe dato un’intima grandezza! Il Suo impegno era sostenuto dai figli sia in campo commerciale che in quello verso l’onere dovuto per migliorare la città natale. Purtroppo il tempo passa e vola via, ed anche Lui cominciò a sentire il peso dell’immane frenesia pei troppi impegni da dover smaltire! Aveva avuto piccoli malanni, ma nulla a che vedere con il cuore, la vita l’ha osannato novant’anni ..., la morte l’ha annullato in poche ore! Adesso è lì, rinchiuso nella bara, un grande uomo, un celebre industriale, colpito da una sorte tanto amara ... la morte non fa sconti, ... è micidiale!
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Questa mia lirica non fa riferimento a nessun personaggio della vita reale, è solo una semplice constatazione di quando un uomo raggiunge il massimo successo e arrivato sulla cima purtroppo deve scendere e non può più salire! E’ una riflessione che si può essere grandi uomini fortunati, ma quando la mano del destino decide il da farsi ..., tutto finisce nel buio totale. Una storia come un’altra laddove la ricchezza non è un mezzo per comprarsi la vita eterna, purtroppo siamo tutti esseri mortale e destinati alla stessa sorte, sia con i soldi in banca che senza avere nulla.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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