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Cronaca 20 agosto 2021 · lettura 1 min · 699 letture

Kabul

Stefano Acierno 130 poesie pubblicate
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Le braccia protese innervano un cielo. Lo inseguono gli occhi stremati, rapiti, perduti ben oltre l’elmetto  dell’americano. Il figlio,  sorretto, a quel punto, non c’è,  non ha peso, è già in volo, in quel cielo, sulle ali, col rombo che porta alla vita, al futuro, a quel sogno che preservi il progetto continui quel filo, risparmi il sorriso, allevii il bisogno  del richiamo profondo indicibile e tuo, straziante il pensiero, lancinante il presente, senza tempo per piangere come ha fatto il soldato con in pegno il bambino.  Se Kabul è la morte. la tua vita è in un urlo che continua, si estende ed esige sentire che quelle mani cingano il fardello...
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Le braccia delle donne afghane che lanciano i propri figli ai soldati americani al di là delle barriere sono storia e segno della umanità

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Stefano Acierno
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