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Amore 27 ottobre 2021 · lettura 3 min · 1108 letture

La differenza fra l’uomo e la scienza

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sergio garbellini 2768 poesie pubblicate
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Mi son comprato un umanoide donna per non sentirmi in casa sempre solo, mi guarda con dolcezza e simpatia, con lei vicino vivo e mi consolo. E’ bella, con due occhi risplendenti, la bocca col rossetto prestampato, un corpo ch’è sintetico, ma fine e sembra vivo, è ben programmato! Iersera siamo andati a letto insieme m’ha detto: “Senza luce io mi blocco! ” Le ho risposto: “Vorrei far l’amore! ” Ha replicato: “Su, non far lo sciocco! Son frutto della chimica lo sai, se avevi il desiderio sessuale potevi prender moglie normalmente, con una come me, ... tu caschi male! ” Mi sono irrigidito e lei ha aggiunto: “Io sono un’umanoide creata per farti compagnia durante il giorno, non sono la tua amante o fidanzata! Se chiami una volgare prostituta puoi far con lei i giochi sessuali compresi nella lista Kamasutra, non ho quelle fattezze naturali di carne ed ossa e con gli attributi che muovono nell’uomo il desiderio, io sono una pupazza programmata, con dei sensori fatti con criterio! E son vivente con la forma umana, uguale all’uomo, con l’intelligenza artificiale, senza le emozioni, del sesso non ne provo sofferenza. Le mie caratteristiche son note: il fisico ha il motore assai potente, con compiti autonomi esterni, interagisce in modo indipendente, ma non possiede l’anima ed il cuore, ho solo percezioni sensoriali, il chip interno regola il cervello, ma non trasmette brame sessuali, perciò io me ne vado nel salotto a riposarmi sopra al tuo divano, tu chiama qualche amica bendisposta per consumare il tuo rapporto umano! ” Così dicendo prese il cellulare lo mise sul cuscino un poco offesa e se ne andò diritta all’altra stanza. Ed al mattino, con la faccia tesa, m’ha preparato il cappuccino caldo, ma evitava di guardarmi in viso, sembrava un po’ gelosa e voleva sapere un qualche cosa di preciso, ovvero s’ero stato con qualcuna! L’abilità motoria e percettiva mi stava rivelando in forma strana che lei in qualche modo ci soffriva! Le ho detto: “Mi sono addormentato, ma mi sentivo solo da morire, se tu non hai un cuore per amare in questo modo poi mi fai soffrire! ” Rispose l’umanoide con grazia: “Ho le fattezze d’un essere umano, ma senza le emozioni necessarie che portano a un rapporto più profano. La sfida ci spaventa a tutti e due, però purtroppo siamo ancor lontani dai vostri desideri sessuali ..., noi siamo dei robot, ... voi siete umani! ”
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Tra l’uomo e la scienza ci sarà sempre un’ampia differenza in quanto il lato umano non è possibile clonarlo, visto che la vita è un dono sacrosanto sancito dall’Imponderabile del Mistero, noi siamo schiavi dell’amore e abbiamo bisogno di esternare i nostri sentimenti ma anche di essere ricambiati sotto l’aspetto fisico, cosa impossibile che ciò si verifichi in un robot non avendo un’anima umana, in questa lirica è evidente la differenza tra l’uomo e la scienza in fatto di sentimenti umani e di contatto fisici.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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