Una storia d’amore collegata al dolore
“Roberto m’ha invitata al ristorante,
però non vado a quell’appuntamento,
mi sento strana, sono assai nervosa
e poi non provo un vero sentimento.
Appena non mi vede alle ventuno,
mi chiamerà di certo al cellulare,
dirò che non mi sento affatto bene
e in qualche modo mi dovrò scusare! ”
Così pensò Martina contrariata
per il corteggiamento di Roberto
che non voleva affatto rassegnarsi
pur avvertendo un senso di sconcerto,
perché continuava a rifiutarlo.
...Squillò alle ventuno il cellulare:
“Martina, ma perché non sei venuta?
Io sono ancora qui ad aspettare! ”
Ma lei rispose: “Non mi sento bene,
mi sta arrivando il ciclo mestruale,
mi sento tanto strana ed irritata,
immagino che sei rimasto male! ”
Roberto le rispose: “Adesso ceno,
poi vengo a farti un po’ di compagnia
e cercherò d’alzarti su il morale,
sennò t’assale la malinconia! ”
...Squillò il campanello dopo un’ora.
Martina aprì piuttosto spazientita.
Roberto l’abbracciò con tanto affetto,
però s’avvide ch’era infastidita!
Le disse: “Ma stai male veramente?
O non sopporti più la mia presenza?
Puoi dirlo in modo franco, apertamente,
perché dimostri tanta insofferenza
nei miei confronti! Sono innamorato,
però lo vedo che non mi sopporti,
se io ti lascio in pace sei contenta?
Ti dico ciò per come ti comporti! ”
Martina, pur colpita nell’orgoglio,
rispose: “Scusa, ma sinceramente
per te non provo nulla, mi dispiace,
non voglio che t’illudi inutilmente! ”
Roberto la baciò con tenerezza,
aprì la porta e scese per le scale
con un macigno enorme sopra il cuore
che gli gravava pure sul morale!
...Passaron venti giorni, una mattina
Roberto mentre stava a far la spesa
s’avvide che Martina s’appoggiava
agli scaffali ed era molto tesa!
S’avvicinò in preda all’imbarazzo,
dicendo: “Ma che hai, ti senti male?
Su vieni, t’accompagno a casa tua! ”
Martina con un gesto innaturale
rispose: “Il tumore mi trafigge
e sto perdendo tutti i miei capelli,
in testa ho la parrucca, la Martina
affascinante, con gli occhioni belli
si sta sciogliendo come neve al sole,
perdonami Roberto se son stata
alquanto dura con quel mio rifiuto,
di te son sempre stata innamorata
ma non volevo affatto rovinare
il tuo futuro con il mio problema
che giorno dopo giorno mi distrugge,
sto sopportando il peso del patema! ”
Roberto la portò a casa sua,
chiamò il più famoso professore ...,
le vennero asportati entrambi i seni,
però cessò l’angoscia del tumore.
Martina lo baciò e poi gli disse:
“Da oggi non mi sento più una donna! ”
Roberto le rispose sorridendo:
“Tu resti la mia splendida madonna! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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