Silenzi e Parole
Giuseppe Buro
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Consacra con i tuoi silenzi le parole
e non chiamarmi poesia,
ma ricordo del tempo trascorso,
andato e ritornato e poi perso.
Il silenzio diventa disordine quando
la fantasia disonora i concetti,
perché si ferma il tempo nell’attesa
non c’è pretesa, mentre la mano
accarezzare il viso.
Non immagi quello che voglio
e non dirmi che sono un sogno,
io resto sempre lo stesso anche
quando piango.
L’arte è quando sai esprimi emozione,
mentre l’amore si perdersi nei sogni,
ora con porte chiuse posso avere
il cuore aperto ma tutto passa.
Io senza permesso vado oltre i sogni,
in dimensioni dove non esiste barriera,
non chiamarmi poesia perché mi prende
la nostalgia.
Ora in questo tempo i versi scendono
solo la sera, la notte è melodia.
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