Monologo di un uomo rimasto solo
Quella sera che sei morta
m’è crollato il mondo addosso,
perché tu eri speciale,
or mi sento triste e scosso!
Sei volata verso il cielo
con le ali dell’amore
per la tua bontà infinita
che serbavi in fondo al cuore.
M’hai lasciato una bambina
che assomiglia tutta a te,
è una bambola divina
che ora gioca insieme a me
e mi chiede: “Dov’è mamma?”
Le rispondo: “Sta lassù
e riposa in santa pace
per volere di Gesù! ”
Lei mi guarda imbambolata
e coi suoi occhioni blu
mi risponde dolcemente:
“Ma perché non scende giù?”
Le rispondo: “La tua mamma
da quel giorno più non c’è,
siam rimasti dentro casa
solamente io e te! ”
E’ una splendida bambina
e rimane sconcertata
ogni volta che le dico:
“La tua mamma è volata
dorme insieme agli angioletti,
lassù in cielo, in paradiso! ”
...e una lacrima furtiva
le discende lungo il viso.
Siam rimasti soli soli
e nel mentre la tutelo,
se lo puoi, amore mio,
tu proteggila dal cielo!
...... ... ... ... ...
Poco dopo dentro il letto
l‘uomo accanto a quel cuscino
che restava sempre vuoto,
imprecò contro il destino!
Lui sul letto coniugale,
la bambina sul lettino,
una scena molto triste,
in attesa del mattino.
...S’addormentano sereni,
per dimenticare il dramma
e la bimba dorme lieta ...
sta sognando la sua mamma!
©
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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