Fiore dalla morte

Sono nata nel tuo lutto
mi hanno colta come un frutto,
acerbo,
con riso asciutto.
Ancora torna il buio atroce
svanisce poi con la sua voce.
Culla e ninnola,
sorride,
ancora piange
e si divide.
Sia gioia immensa ora
accoglie, ama, odora,
ma è presto ancora,
sente male,
male ancora.
Ancora
male,
male ancora,
sente l’urlo e si dispera
allatta da mattino a sera.
Seppur grande il nuovo amore
nulla toglie
nuove doglie.
Vita sia o mia creatura
a te il compito:
apri le mura!
©
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