Dove comincia la mia sete

Ho smarrito i miei occhi
tra i tuoi capelli biondi,
e me stesso
nel movimento dei tuoi fianchi.
Ogni volta che le palpebre si schiudono
alla danza vertiginosa della vita,
cerco riparo sul tuo seno
e il mondo, lentamente, scompare.
Non resta più rumore,
non resta più distanza:
soltanto il tuo respiro
che attraversa il mio
e mi restituisce alla parte più fragile di me.
Sei il ritorno al bambino che ero,
il fruscio del vento nella sera
quando, perduto, aspettavo
che qualcosa mi chiamasse per nome.
Sei la strada e lo smarrimento,
la ferita e il rifugio,
la sete che mi consuma
e l’acqua che potrebbe salvarmi.
Ti desidero con la fame
di chi ha vissuto troppo a lungo lontano da sé:
ti desidero tutta,
in ogni battito, in ogni silenzio,
in ogni luogo segreto del tuo corpo.
Vorrei perdermi ovunque dentro di te,
fino a non sapere più
dove finisci tu
e dove comincio io;
fino a diventare un solo respiro,
una sola febbre,
un’unica notte senza confini
in cui morire al mondo
e rinascere tra le tue braccia.
©
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