Mai una sentenza fu più legittima
Davanti al consulente di famiglia
marito e moglie stavan lì seduti,
si guardavano brutto ed eran pure
nervosi, con gli sguardi risoluti.
Il consulente disse: “Vorrei tanto
che qui ci fosse un po’ di compiacenza
da parte vostra, ma prevedo invece
un nervosismo pieno di violenza!
Desidero un dialogo pacato
che serve per esporre dei giudizi,
ma siete troppo tesi l’un con l’altro,
gettate al vento tutti i pregiudizi
e ditemi con massima chiarezza
le vostre personali lamentele! ”
Per prima diede voce alla signora
la quale disse: “Se l’amore è miele
quest’uom l’ha trasformato in amarezza,
perché quand’eravamo fidanzati
la sera mi portava sempre i fiori,
ci sentivamo tanto innamorati.
Però quel giorno che ci siam sposati
l’ho visto teso, quasi contrariato,
pensavo fosse un poco d’emozione,
invece si sentiva inappagato
da quel momento è stato sempre peggio!
In sette anni non ho visto un fiore,
a letto sta girato all’altro lato,
è l‘unico nemico dell’amore!
Non vedo più quell’uomo innamorato
come una volta che mi corteggiava
con mille frasi belle, sdolcinate,
chiudevo gli occhi mentre mi parlava!
E non m’ha fatto mai un complimento,
ho sfacchinato da mattina a sera,
ma lui non mi vedeva dentro casa,
pensava ch’ero morta od in galera!
Capisce Dottor Zanzi che quest’uomo
adesso è un perfetto sconosciuto,
m’ignora, sono solo il suo fantasma!
Vorrei il suo giudizio in assoluto! ”
Il consulente fece segno all’uomo
d’esporre le sue giuste rimostranze
e cominciò col dire: “Questa donna
non m’ama, in talune circostanze
si rifiutava pure a far l’amore
e non voleva figli, dentro il letto
non era che una bambola di ghiaccio,
io non provavo più nessun diletto!
Prendeva quelle pillole famose,
non accettava il mio seme interno,
faceva sempre gesti di disgusto,
non era amore, era un vero inferno!
Un giorno son tornato un poco prima,
sentivo che cantava dentro casa,
mi son fermato fuori dalla porta ...
sembrava un’altra, si sentiva invasa
da gioia irrefrenabile, pazzesca,
appena sono entrato s’è zittita,
ha messo il muso ed era assai nervosa,
m’ha dimostrato d’esser risentita!
Per questo non possiamo stare insieme,
ci separiamo, a ognuno la sua vita,
così potrà cantare a squarciagola
godendosi la gioia più infinita! ”
Il consulente li guardò sorpreso,
perché provava un senso d’amarezza
vedendo che s’odiavano a vicenda,
gli disse con dovuta gentilezza:
“Dovete separarvi, il matrimonio
dev’essere la casa dell’amore,
ma voi, con assoluta incomprensione,
l’avete reso ... un nido di squallore! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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