Il rancore di una figlia trascurata
“Sei sempre stato il cocco della mamma
ed io quand’ero piccola soffrivo,
vedendo quel diverso trattamento
sui figli senza un valido motivo!
Vedevo che con te era divina,
con me invece alquanto autoritaria
ed io non accettavo quella scelta,
desideravo fosse più bonaria.
Le femmine non destano interesse
essendo troppo simili alla madre
ed io gelosa di cotanto affetto
correvo tra le braccia di mio padre.
La madre preferisce il figlio maschio
viziandolo con gioia indefinita,
crescendolo così a modo proprio
e amandolo nel corso della vita.
Così siamo cresciuti dentro casa
insieme, ma in modo assai diverso,
tu sempre amato, placido, protetto,
mentr’io vivevo un clima più perverso!
Adesso siamo adulti ed il passato
non ci riguarda, siamo ancor fratelli
e ci possiam parlare apertamente
lasciando indietro inutili fardelli!
Mi trovo in questa clinica privata,
stanotte ho partorito una bambina,
vedessi quanto è bella e tanto dolce,
mi fissa con un’aria sbarazzina.
Appena me la portano vedrai ...
che mi somiglia veramente tanto,
mi sento di volerle molto bene,
l’amore d’un madre è sacrosanto!
Alessio, mio marito è già passato
m’ha regalato i fiori e m’ha baciata!
La visita al mattin di mio fratello
mi fa sentire ... tanto sollevata! ”
Ma sulla porta apparve l’infermiera
con la bambina in braccio che dormiva,
la diede alla sua mamma che felice
se la guardava attonita e giuliva.
Lo zio sorrise nel guardar la bimba
che assomigliava tutta alla sorella,
le disse: “E’ vero, t’ha copiato il viso,
è veramente dolce e tanto bella! ”
La madre si sentiva soddisfatta
e gli rispose: “Se avrò un figlio,
io non farò nessuna differenza,
non voglio rinnovare lo scompiglio
che nostra madre aveva instaurato
in casa con il maschio vezzeggiato
e l’altra figlia alquanto trascurata,
qualcosa l’esperienza m’ha insegnato! ”
In quel preciso istante entrò la madre,
si prese tra le braccia la bambina,
la figlia la guardò assai sorpresa,
non l’aspettava proprio di mattina.
Le chiese: “Sei venuta molto presto,
pensavo che passassi verso sera! ”
La madre le rispose: “Non potevo
resistere, sembravo prigioniera
dell’ansia nel conoscer finalmente
la prima, tanto attesa, nipotina!
M’ha reso nonna, sono strafelice,
vorrei portarla a casa stamattina! ”
La figlia col fratello inebetiti
si son guardati in faccia stupefatti,
non si rendeva conto che in passato
aveva usato metodi distratti!
In quel momento, con la bimba in mezzo,
la figlia chiuse a chiave ... la coscienza
e perdonò la madre pel passato ...
...un atto doveroso di clemenza!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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