Il canto della rosa

Il mio nome è rosa,
pare breve
ma è ciò che serve
per non indugiare
nell’attesa di vedermi fiorire.
Ho un tempo mio,
neutrale ai vostri pensieri umani.
Cresco nelle notti celesti
mi apro nella bellezza di me stessa.
Oh arditi angeli
che mi destate all’alba
per farmi procedere
nel mio divenire,
sappiate voi
che
i miei nodi non son altro che spine
ma, tra una e l’altra,
v’è lo spazio per un dito
gentile e delicato
che sappia cogliermi
nella carezza di un istante.
Fugace nell’aprirmi
appaio in quella natura
che tanto freme per esser manifesta,
porgo la sontuosità
di una regina.
E quando è ora
sfiorisco
senza nostalgia,
so che la mia arte
è attraversare le stagioni
in eterno.
©
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