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Fiabe 23 giugno 2022 · lettura 3 min · 771 letture

La fabbrica delle buone maniere

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Ester Brugna 80 poesie pubblicate
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C’era una volta una bambina, tanto cara e piccolina. Si chiamava Lullaby. Un giorno passò curiosa davanti a quella porta, era arancione e color tortora. "Cosa ci sarà lì dentro?" si chiedeva mentre il dubbio le nasceva. Sentì una voce gentile che diceva: " Non avere paura delle tue mura!" Allora bussò. Le aprì una fatina vestita di giallo, un colletto rosso come la cresta di un gallo. Aveva occhi turchini e dita affusolate come grissini. Sorrise di cuore e Lullaby fu piena di stupore. Le raccontò che quella casa, dove passava tutte le sere, era la fabbrica delle buone maniere colma di ricchezze più che nelle miniere. Lungo i piani di quel palazzo Lullaby andò a spasso. Vide stanze di cento colori, assaggiò mille, più mille sapori, frasi e detti tanto diversi che nel miele erano immersi. Incontrò un mago barbuto, le disse di aver saputo che agli esseri umani pareva tutto dovuto. Colpiti da questo strano pensare una pozione magica decisero di inventare. Un succo di scusa e per favore, che se preso ogni due ore, rendeva l’uomo - al sè- migliore, bastava berlo con una dolce preghiera con costanza, da mattino a sera, o cantarla a chi si amava ed ecco che il miracolo capitava: il malgarbo se ne andava. Fu così che Lullaby coraggiosa, smise di essere capricciosa, bevve il fluido magico e ciò che vide fu viatico, parole e suoni di beatitudine, sorrisi e gentilezze con mani piene di carezze. La gente lì diceva buondì con gesti accoglienti e volti sorridenti, salutava piegando il capo non per riverenza ma per cortese prudenza. C’eran donne profumate, che sembravan vere fate. C’eran uomini ben vestiti che col perdono scioglievano vecchi attriti "Dimentica il male e dai valore a ciò che vale!" Non c’erano urla e scortesie ma soltanto galanterie. C’era un piano dedicato a tutto ciò che volevi donato un sorriso, un gesto buono o soltanto un dolce suono per trovare un po’ di pace dal continuo, uman frastuono. Mai la fabbrica chiudeva nessun giorno e nessuna sera, producevano l’incanto del bel succo così santo. Lullaby, così colpita, scelse di viver lì tutta la vita, non voleva più tornare nelle sue giornate amare ma la saggia fata sussurrò: " Torna a casa, mia bambina, narra a tutti ciò che hai visto!" "Non dimenticare le preghiere, vero senso di buone maniere ricorda il frutto che la Terra ci ha donato in ogni seme ben piantato, lascia andare l’arroganza e coltiva la speranza, perché il bel mondo che oggi vuoi è nelle gesta degli eroi, quelli veri che dicon grazie sia ai successi che alle disgrazie. Scendi pure le nostre scale e vai verso la via ancestrale." "Guarda tutto con occhi nuovi!" Il cielo, la terra, tutto l’Universo, le nubi, il sole ed il cielo terso.
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