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Ribellione 26 dicembre 2022 · lettura 2 min · 606 letture

Jamila

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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Il mio nome è Jamila, sono una bimba africana la cicogna si è sbagliata e nel deserto del Sahel sono nata. Peso cinque chili, ho cinque anni, la pancia gonfia per la fame, attendo i miei ultimi giorni e in una fossa, della sabbia sarò concime. Il deserto è avanzato lasciando solo arbusti senza foglie e piccoli ciuffi di erbe secche, la mia famiglia aveva delle caprette ma sono morte niente più carne e niente più latte. Mia madre fissa nell’infinito quel poco che c’era e che ora è finito, mio padre fissa il vuoto al suo fianco e chiude la bocca per non urlare quanto è ingiusto il mondo quando la fame ha gli occhi di un bimbo. Nel mio villaggio si assiepano gli affamati con gli occhi infossati e tendono una ciotola vuota con mani tremanti, ma bimbi come me son morti e ne moriranno tanti. Balla il Potere occidentale il valzer dell’indifferenza sulla pista privata della sofferenza di bimbi carenti di empatia ed amore i cui stomaci sanguinano dolore, nati per soffrire e morire. Un gruppo di fotografi filma gli ultimi attimi dei bambini morenti, lo scoop porterà a loro denaro mentre l’indifferenza ha un sapore amaro. Occidentali! Mangiate e bevete abbuffatevi tutto l’anno come vi pare mentre i bimbi africani muoiono di fame, questo mondo è stato creato per i vincenti, non per i bambini poveri, perdenti. Ora me ne vado con dignità ma non voglio la vostra falsa pietà, finiranno i miei spasmi di fame e dolore e quando un giorno finalmente pioverà nella sabbia spunterà un bel bianco fiore, il suo nome sarà Jamila. E lì intorno spunteranno centomila fiori bianchi sulle dune dei deserti, si chiameranno coi nomi dei bimbi che per fame erano già morti.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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struggente e bellissima lirica. Complimenti (Antonietta Angela Bianco)

Versi assai tristi e molto apprezzata. Complimenti! (Michelangelo La Rocca)

Commenti (1)

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Michelangelo La Rocca27 dicembre 2022

Versi che toccano il cuore che affrontano la piaga della fame nel mondo che afflige soprattutto il continente africano e i bimbi innocenti di quel desolato pianeta. Versi che non possono lasciare indifferenti e speriamo che scuotano la coscienza di tutti noi e in particolare dei potenti che hanno in mano le sorti del mondo: nel terzo millennio non si può, non si deve morire di fame, meno che mai i bimbi innocenti di cui Jamila è il simbolo. Elogi sentiti e meritati al poeta per la grande sensibilità dimostrata con questa struggente lirica!