Io e l’asinello

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Dolcissimo poetare, molto apprezzato. Cari saluti (Silvia De Angelis)
Piaciuta tanto, bravo Giuseppe Mauro. (Sara Acireale)
Molto nostalgica e simpatica. Congratulazioni! (Antonietta Angela Bianco)
Un caro saluto e serena notte (Alberto De Matteis)
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Per un bambino di cinque anni che monta su un asinello, il mondo deve essere bellissimo perché c’è la purezza e l’innocenza dell’età. Poi si cresce, si diventa adulti e arriva pure il tramonto; purtroppo così è la vita. Non esiste pù l’ingenua trasparenza quando tutto era gioco e ci si immergeva dentro l’incanto della favola. L’asinello rappresentava qualcosa che faceva sentire il bambino "importante", quasi un cowboy. L’infanzia è perduta per sempre ma restano i dolcissimi ricordi di un’età incantevole.
Con una simpatica e piacevole poesia, ben costruita nel ritmo e nella rima (abcb defe...) a mo’ di filastrocca, il poeta fa un volo di molti anni indietro, a quando aveva soltanto cinque anni. E il suo ricordo va subito all’asinello sulla cui groppa soleva avventurarsi. Era il periodo della spensieratezza e della ingenuità e cavalcando l’asinello si sentiva un cowboy. Ancora adesso che son passati parecchi anni il poeta si rivede in quel bambino, con tanta voglia di urlare ancora: trotta, trotta somarello, perché la vita è ancora e sempre bella. Una poesia dal ritmo incalzante, che si legge d’un fiato e piace a grandi e piccini. Nello stesso tempo è una attenta e saggia riflessione sul tempo che passa e su quei ricordi indelebili. Elogio.


