Smarrimenti
Stempera i rumori
il tintinnio della pioggia sui vetri,
mentre scende lentamente
avvolgendo il cielo di grigiore.
Sembra quasi intonare un canto mite
tra i declivi inclinati dei tetti
perdendosi, col suo fare scivoloso,
nei rivoli di strada.
Diffonde particelle di malinconia
e induce in un nostalgico sogno
al suono cadenzato dei rimbalzi,
mentre incrocia il buio della notte.
Nell’ipnotico susseguirsi di scrosci e fragore,
resta sospeso un tempo per confondersi,
sinuoso come un ladro di desideri,
mitigato solo dal torpore pigro dell’autunno.
E quando cala l’oscurità,
disseminata di silenzi,
la pioggia penetra nelle crepe dell’anima
avvolgendo in un limbo di speranza.
Così, dischiusa fra mesti e lontani ricordi,
provo a schivare l’immagine di te,
incantatore ed illusionista,
rapace predatore di bramosia ed emozioni.
Ma il brusio tintinnante della pioggia,
rimestato al vuoto che avvolge i rumori,
sussurra, mormora e cattura ogni immagine,
su un vetro annebbiato di aliti e sospiri.
©
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Commenti (1)
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Stefano Acierno10 dicembre 2023
molto efficace la descrizione della pioggia che incede e cattura la mente insieme con un ricordo
