L’istante fuggito

Io sono l’istante fuggito dal grigio
delle lancette di ogni tuo orologio
dal troppo ordine dei tuoi pensieri
e dalla pochezza dei tuoi desideri.
Sono il secondo che arriva per primo
mentre il minuto attende il suo turno
resto in silenzio come fossi un mimo
e con indifferenza mi guardo intorno.
Sono lo sguardo che hai perso di vista
sono una macchina senza più l’autista
non ho un percorso nella mia lista
non ho pretese di avventura o conquista.
Evaso dalle paludi prive d’intento
delle tue cosce chiuse come tenaglie
per la loro scarsa sete di penetramento
con troppe porte senza più maniglie.
Sono la spina che ha ferito il tuo volto
sono lo sposo che diserta la festa
sono quel seme che il destino ha raccolto
perché un domani diventi foresta.
Sono quell’attimo che tu non hai colto
ma che non accettava sentirsi sprecato
sfuggevole dentro un cielo capovolto
che non riusciva più ad accettare il suo fato.
Sono l’istante sfuggito dal grigio
delle lancette di quel tuo orologio
dall’ordine futile dei tuoi pensieri
e dalla pochezza dei tuoi desideri.
©
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