Mimmo
Stefano Acierno
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E’ come un’ombra,
(di nostra carne e sangue)
che macchia,
turba,
scompiglia lo sguardo.
Sopravvissuto,
stremato,
a una storia dura,
porta negli occhi adesso
una calma infinita,
senza ulteriori speranze.
Così ha nei gesti lentezza
mentre pian piano
tremolando
accomoda in terra il fagotto
e vi si accovaccia
quasi in ascesi.
Lì lascia passare il tempo,
confuso nel mondo
dei viandanti assorti,
mendicando alle membra
un piccolo posto,
senza progetto.
E se lo avvicini
e lo guardi,
fra i cenci, la barba
e un fardello greve nel viso,
consumato,
ti dice grazie.
Tremendamente vivo lui,
saperlo vedere,
è cogliere un filo di luce
che sveli,
scarnificata, spoglia,
l’anima
di quest’uomo celato.
©
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Stefano Acierno
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