Paria
Carmine Branco
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Come descrivere il tormento?
Ti ho persa!
Mille colpe, mille rimpianti;
vago, perduto tra mille anime
tra cui non conosco la mia,
chiamandoti silenziosamente,
sapendo che non mi risponderai più,
versando inutili lacrime,
innalzando inutili preghiere
verso un cielo muto e ostile.
Forse son Io l’ostile, il peccatore,
l’ingrato egoista che non riconosce
la misericordia quando gli viene concessa.
Tra mille facce, qual è la mia vera?
Io oramai non la conosco più!
Mi son fatto ciò che tutti volevano;
nascondendo la mia vergogna di reietto,
di paria, perverso e annichilito dalla nascita.
Le mie paure mi hanno guadagnato l’attributo
di Jekle e Hyde, un mostro che si nutre
di anime e corpi di vittime innocenti.
Io, che non so il significato vero di compassione
e empatia, di amore e misericordia
neppure per me stesso,
come posso pretenderne dagli altri?
Ha inizio il mio vero Calvario.
Qui, sul luogo del teschio
sarò vittima e carnefice;
esposto, nudo agli sguardi sconosciuti
come il ladrone trafitto in croce.
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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