Vieni sediamoci
antonio giuseppe perrone
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I fianchi dei monti sono finestre
al mio guardare,
immagini comprensibili
ove il vero e il sogno
fondono e confondono il reale.
Vieni, sediamoci,
la panchina è asciutta
dopo il temporale che ha illuminato
il cielo e preoccupato i cuori
inabituati allo scrosciare
continuo di acqua nella notte infinita.
Ora lo scorrere del corso
si muove verso quel ponte
dove il lago diventa fiume
e lascia sulla riva resti legnosi,
pneumatici, avanzi di plastica,
a ricordare il nostro gettare
sull’altro i resti di quanto rifiutiamo.
Guarda quelle due cime di monti
così vicine, suggeriscono
l’abbraccio a chi le guarda
con animo bendisposto.
©
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L'autore
antonio giuseppe perrone
Nello scrivere cerco di esternare al meglio il sentire, il riflettere con me stesso. Talvolta ci riesco. Sono nato a Minervino Murge, il cosiddetto Balcone della Puglia, ma vivo da oltre quarant’anni vicino a Lecco. A distanza di un anno che scrivo su questo sito, ho imparato tanto. Quello che mi sembrava inizialmen
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella e apprezzata. (Alberto De Matteis)
Complimenti e un caro saluto. (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Alberto De Matteis10 novembre 2024
Bella e accattivante descrizione poetica le cui immagini tra il reale e il sogno incantano il lettore. E il poeta Antonio Giuseppe Perrone invita a sedersi sulla panchina asciutta per deliziarsi di tanta bellezza che la natura offre alla sguardo di chi si avvicina. Plauso ed elogio all’autore.

