Cinematografo
Stefano Acierno
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Mi ci portava per mano
mio padre
e mi lasciava,
affidato al gestore.
Era la lampada di Aladino.
Il buio improvviso
e un filo di fumo
luminoso, in alto.
Io mi ci rannicchiavo
in quella seggiola di legno
aspettando di volare
su un tappeto.
Sognavamo in bianco e nero
e a volte a colori.
E ci eravamo proprio dentro,
con stupore,
a quelle storie
e partecipavamo insieme.
Non come quando
mia madre le narrava
per farmi addormentare.
Si alzava sempre un Ohhhh,
non solo fra i ragazzi,
se succedeva qualcosa.
E spesso grida,
giubilo, commenti.
E imparavamo il mondo
e gli uomini.
E lo stupore si troncava;
e il coro era di delusione
quando vedevamo
una strana fiammella
che interrompeva il sogno
sul più bello.
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Stefano Acierno
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