Al "Carducci"
Stefano Acierno
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Ci andavo in treno io
al liceo,
quel nostro “mondo a parte”,
ed era sempre un vociare,
col freddo e col sole,
fremendo.
E incolonnati
come le formiche
entravamo,
coinvolti nell’esperimento,
come catalizzati ad un’impresa.
Per poi dopo sciamare
ansiosi, trafelati, trascinati.
Ci esaminavano,
i più, imbronciati,
come in un acquario
lì dove noi
esploravamo l’un l’altro
ìnscatolati in quei banchi
e ci rivolgevamo invece
fra noi svolazzando
come in una voliera
collaudando
il nostro aspetto,
le idee,
le parole,
la storia nostra
e degli altri.
E ridevamo
complici
dubbiosi
legati,
anche soffrendone,
saggiando,
curiosi e impacciati,
la vita d’intorno
Noi adolescenti...
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