S- mamma- re

Ho dei tagli sulla pancia,
sono usciti figli
e lacrime dalla guancia.
Dimenticavo chi ero in ogni parto.
Aprivo e chiudevo porte dentro di me.
Accoglievo e accudivo con pazienza e amore
fino alla prostrazione.
Confidavo la stanchezza e la preoccupazione
solo al silenzio della gelida stagione.
Ogni pianto, ogni vagito
si calmava con un dito
sempre pronta a consolare
e una nenia da cantare.
Piano, piano, lentamente,
dalla vita ero assente.
Crescevano i bambini e i miei mali,
le mie gambe si accorciavano col passare dei Natali.
E ora sono sola
a ricordare le vostre mani tese,
persa in un’epoca di foto appese.
A chi mi chiede se sono addolorata
solo una garbata risata
che nasconde un fiume asciutto
dove i sassi sono tutto.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano29 agosto 2025
Il testo, diversamente misurato dai senari agli endecasillabi, suscita molte emozioni già dal primo verso, ma la vera poesia nasce ne nel verso: "Ogni pianto, ogni vagito ...", fino alla fine meravigliosamente (senza offesa, s’intende). Ben curati sono i versi in rime baciate e quelli in rime alternate. Complimenti alla poetessa.
