Dicembre di sera
Stefano Acierno
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Stasera quel freddo
raggrinza il tuo viso
ch’è stanco e cadente,
una dura corazza
costruita col tempo.
Nei passi veloci,
la mente si perde
solcando la gente,
distratta.
Il rigore dell’aria
riporta, di strano,
lontana,
e smarrita una nenia
di giochi infantili
all’aperto
di un mondo diverso,
d’inverno,
affatto protetto,
coraggioso, sfrontato.
Quell’urto nel fisico
è il timbro di allora,
chissà perché, quando
correvi
in gara con gli altri nel freddo,
fremevi,
gioivi,
rossore nel viso,
bevendo quell’aria,
ragazzo.
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Stefano Acierno
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