Anziani
Stefano Acierno
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Un po’ come piccioni
su un filo,
restano allineati
e immobili
sulla panchina del quartiere.
Liso il vestito
da giorni lenti e spenti,
rimirano assorti
il tempo e la vita
o altrimenti persi
in una dimensione loro,
remota.
Una parola a tratti,
un po’ il presente,
ormai nuovo e strano;
un po’ i ricordi
che vorrebbero gli altri,
spesso sordi,
capissero.
E commentano anche
i pezzi di carta
appiccicati in gruppo,
come vistosi francobolli,
al muro
a segnalare nomi e volti
di chi va via,
che la gente sorpassando adocchia,
adusi, tutti,
a quell’avvicendarsi nel mondo.
Vivace o compassato il dialogo,
che li impegni al momento,
sulla panchina sanno
che adesso tocca a loro.
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Stefano Acierno
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