Ceramiche
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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l'autore con questi versi ci regala una fine tela di un quadro ottocentesco in cui a pennellate brevi ma intense viene descritto un ricordo che risveglia in ognuno di noi tempi e momenti carichi di nostalgia.
Versi descritti in maniera splendida e delicata di un ricordo che è ancora vivo nell'autore, come se lo stesse ancora toccando con mano, in cui si sente il profumo di ieri... il sapore della fanciullezza.
I bei ricordi sono quelli che leniscono la tristezza, si vanno a ricercare nella memoria ogni volta che se ne sente la necessità.L'autore ha percorso a ritroso la strada che lo ha condotto verso la sua infanzia ed i suoi affetti, lo ha fatto con tanta nostalgia ed amore.Letta con immensa malinconia.
è vero! Da piccolini gli spazi sembrano più grandi e più magici: un terrazzo di ceramica azzurra... leggere queste righe è come... sentirsi li e rivivere anche i propri ricordi!
Un miracolo, più che una poesia. L'autore, con pochi versi, semplici, armoniosi, parlandoci della sua infanzia, ci riporta il sapore della nostra. Una visione calda, piacevole.



