Resta

Ho imparato che alcune parole non si pronunciano:
si lasciano passare,
come uccelli neri davanti agli occhi,
per insegnarci a vedere.
Resta
E ci siamo detti
senza nominarci.
Eravamo sillabe nude,
mani tese nel buio,
una grammatica segreta
che il mondo non sapeva leggere.
Ogni attesa aveva il tuo passo,
ogni caduta
il mio rialzarmi.
Ci siamo abitati
senza possederci,
come fa la luce
quando attraversa una stanza.
Se ora taccio
non è distanza.
È ascolto.
Perché tutto ciò che è stato vero
non ha bisogno di voce:
resta.
Come resta il cielo
quando chiudi gli occhi.
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un caro saluto (Marcella Usai)
Commenti (2)
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Marcella Usai23 gennaio 2026
Una riflessione sull’intimità, che non ha bisogno di essere etichettata o spiegata: l’amore, o forse l’amicizia, o qualsiasi forma di connessione profonda che si possa immaginare, è già lì, nel semplice esserci. Complimenti
Pierfrancesco Roberti24 gennaio 2026
ed è questa la sensazione della meraviglia più bella che abbia mai letto complimenti un triplo plauso col cuore

