Rumori d’ombre
Ricomincia a perdermi
nel punto esatto
in cui la sera si slaccia dal cielo
e cade
come una pelle stanca.
La sedia vuota
non resta—
deriva.
Ha memoria di corpi,
di assenze sedute male,
di pensieri che inciampano
e si fanno chiodo,
conficcati
nella carne del muro.
C’è una crepa
che respira.
L’hai lasciata tu
ogni volta
che non sei rimasto.
Mi perdi
nelle tasche del nulla
dove il tempo si sfila
come filo marcio
e io
mi concedo allo smarrimento
come a una preghiera rovesciata.
Non mi cerco.
Sto
in bilico
sul bordo invisibile
di ciò che non ha nome.
Sono radice cieca—
non chiede terra,
non chiede acqua,
si nutre di vuoti
e ritorni mai promessi.
Eppure
fiorisco lo stesso.
Spacco il silenzio,
mi apro
in erbe sottili,
inermi e selvatiche,
che conoscono il segreto
di crescere nel niente.
E tu—
come un errore antico,
come un’eco
che non ha imparato a finire—
torni.
©
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Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti26 marzo 2026
bellissima lirica versi brevi ma potenti figure poetiche emozionanti e coinvolgenti complimenti cara poetessa
