Mi muovo bene nell’oro

Visitai con la memoria
una spiaggia di sabbia bianca,
sola, sospesa tra il mare e l’oblio,
dove l’anima si specchia nel respiro dell’acqua.
Fu per nulla, o forse per ragione,
che mi tuffai nel liquido silenzio,
nel flusso che trasforma,
che scioglie il peso del corpo e della vita.
Prima il blu era celeste,
poi si fece flutto dorato,
onde che si piegavano
come mani di luce,
abbracciando il mio cuore che esitava a lasciarsi andare.
Credevo di nuotare,
ma le braccia restavano al busto,
incollate all’essenza,
come radici sommerse in un fiume di luce,
che non si muove, eppure trasforma tutto.
E l’acqua, lenta e sacra,
si fece oro dentro di me,
si fece parola che nasce dal cuore,
fiamma da offrire,
parola che scorre come il mare,
che tocca, illumina, libera.
Se l’oro diventava parola e dono,
ero qui forse per imparare a offrirlo?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Pierfrancesco Roberti11 febbraio 2026
bellissima lirica figure poetiche emozionanti arrivano al cuore del lettore
