Il giardino inverso
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi e parole molto profondi e potenti. Elogio. (Ausilia Giordano)
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cara Marcella tu scrivi anche sul buio degli esseri umani con parole regalate da un fiore plauso coil cuore
Discordia, rottura di accordi e di buone relazioni, azione da parte di chi nutre invida (uno dei peccati più gravi), sentimento amaro che l’uomo vive naturalmente e ben consapevolmente verso gli altri, specie verso chi è migliore. Entra silente e s’incunea nei discorsi e nelle emozioni di chi ha successo e sclera in arroganze e violenze d’azioni subdole, per rompere patti d’amicizia e di affetto. E’ "peccato di solitudine" e "atto sottile, prodotto emotivo- passionale di chi non sa vivere vere relazioni positive con gli altri e non sa gioire dei successi altrui. L’animo buono potrà soffrirne, non per il male ricevuto, bensì per la pietà che prova per gli invidiosi che creano discordia, ed è qui, per me il "giardino inverso". elogio.
C’è un giardino di piante verdeggianti e rigogliose e poi, c’è "Il giardino inverso" dove, come afferma la poetessa Marcella Usai, vegeta una pianta velenosa e perfida: la zizzania, simbolo della discordia. Si manifesta con parole vestite di seta, scrive l’Autrice, ma sono parole taglienti capaci di minare i legami più stretti e di amicizia. Ma quella pianta, pur bella a vedersi, profuma soltanto di peccato e di solitudine. Ed infine, quella lingua biforcuta, come l’invidia, finisce per mordere se stessa. Una lirica a sfondo sociale, che ben si adatta al giorno d’oggi, ove regna, fatte le debiti eccezioni, un egoismo sfrenato, unito alla voglia di primeggiare sugli altri. È soprattutto una poesia che deve far riflettere ognuno di noi.



