269 lettori online · 359.813 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale marcellausai.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 5 marzo 2026 · lettura 1 min · 105 letture

Il verbo che cambia

Marcella Usai 305 poesie pubblicate
+ Segui
Se cambio il verbo, il cielo muta . Non è solo suono che scivola tra i denti è una porta che ruota sui cardini invisibili del senso. Quando dico ho valore cerco tra le tasche temo d’averlo smarrito tra le chiavi e gli scontrini del giorno. Divento custode inquieta di un tesoro che può svanire. Quando dico sono valore mi raddrizzo. Non possiedo ardo come fiamma che non si consuma come sorgente che non si stacca dalla terra. L’essere non si accumula non si misura in monete di consenso. Respira è carne, è passo, è voce che vibra prima ancora di farsi parola. Così il verbo mi plasma: mi fa cosa tra le cose o orizzonte che le attraversa. Scelgo dove abitare se nel pugno chiuso del possesso o nel petto aperto dell’essere.
♥ 0 💬 6
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai

Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.

Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Un caro abbraccio. (Ausilia Giordano)

Testo intenso ed evocativo, complimenti. (Franco Scarpa)

Commenti (6)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

quanto è bella questa poesia si sentono le ossa della pelle che scuotono il corpo una messe di emozioni plauso

Patrizia Cosenza5 marzo 2026

Un intreccio di emozioni da un atto di partecipazione una lirica per tutti quelli che sentono i brividi nella pelle, non è per tutti solo per i sensibili quelli che fanno a botto tutti i giorni con se stessi. Complimenti alla poetessa!

rosanna gazzaniga5 marzo 2026

Profonda, bella poesia! Mi ha colpito molto quel verbo che plasma, che "mi fa cosa fra le cose" un atto umiltà radicale, che termina con una potente riflessione: possedere per vivere vivere per esistere? Un dubbio antico come la verità che ne consegue.

Ausilia Giordano5 marzo 2026

C’è chi riesce a conoscete alcuni aspetti di se stesso, dopo aver scrutato a fondo le proprie sensazioni ed emozioni, così i versi di questa poesia rivelano quanto la protagonista sia introspettiva e riflessiva. Umiltà e concentrazione, insieme alla capacità compositiva, si abbracciano in questi versi ben composti, e che stimolano il lettore a leggere e rileggere il testo. Complimenti alla poetessa.

Alma Gjini5 marzo 2026

Questa poesia riflette con grande sensibilità sul potere delle parole e su come il linguaggio possa trasformare il modo in cui percepiamo noi stessi. Il passaggio da “ho valore” a “sono valore” segna un cambiamento profondo: dal bisogno di cercare conferme all’esterno alla consapevolezza intima del proprio essere. Il testo suggerisce che l’identità non è qualcosa da possedere o misurare, ma una presenza viva che respira, si manifesta e attraversa l’esperienza quotidiana. Ne emerge un invito delicato ma potente ad abitare l’essere, più che il possesso, almeno a me arriva cosi

Franco Scarpa5 marzo 2026

La poesia mostra con chiarezza come un semplice cambiamento di verbo possa trasformare radicalmente il modo di percepire se stessi. “Ho valore” appartiene al territorio fragile del possesso: un ambito fatto di tasche, oggetti e del timore costante di perdere ciò che si ha. “Sono valore”, invece, apre uno spazio più ampio e radicato, in cui il valore non si misura né si accumula, ma si respira. Le immagini rendono tangibile questa metamorfosi interiore, che trova compimento nella chiusa, dove il testo afferma con limpidezza la libertà di scegliere dove abitare: nel pugno chiuso dell’avere oppure nel petto aperto dell’essere.