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Introspezione 24 marzo 2026 · lettura 1 min · 95 letture

C’è una porta, forse

Marcella Usai 305 poesie pubblicate
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C’è una porta, forse tra siepi di silenzi e rovi di pudore. Non ha maniglia, né chiave visibile solo il fremito delle ore, dolci di languore. Parole cadono come foglie sguardi esitano lungo il muro del cuore tra gesti impercettibili scivola un’ombra di turchino. Chi apre? Chi osa? Forse il vento, o forse la memoria che lascia entrare un raggio breve poi richiude la porta senza rumore. E resto qui, tra muro e uscio ascoltando il battito che trema e fugge graffia il silenzio lasciando scivolare un ricamo di cielo.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai

Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Complimenti, molto bella. (Rosita Bottigliero)

Commenti (4)

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bella poesia versi di profonda introspezione che emozionano il cuore complimenti

Ausilia Giordano24 marzo 2026

Non c’è nulla di più amaro del restare a vegliare sulla propria ombra, e fremente dietro una "porta" che impedisce di uscire per liberarsi da un dramma che si vive dentro. Necessita l’impegno di qualcuno che dall’esterno riesca a liberare lo spirito oppresso. L’inconscio cela e vuole far emergere, ma l’energia non è robusta per agire opportunamente. Come in prigione, l’anima non trova forza per rendersi libera, (speravo che alla fine si riuscisse...) . Elogio.

Rosita Bottigliero24 marzo 2026

Una riflessione su cui mettere a nudo le cose che si vedono da lontano. Una porta per entrare nel sentimento dei nostri pensieri. Complimenti, molto suggestiva

Alma Gjini25 marzo 2026

Questa poesia è un piccolo prodigio di sospensione, ogni verso trattiene il respiro, come se il tempo stesso esitasse davanti a quella porta immaginaria. Il linguaggio è lieve ma preciso, e trasforma il pudore e il silenzio in materia palpabile; l’ombra di turchino, il ricamo di cielo, il battito che trema, non sono solo immagini, ma sensazioni che si imprimono dentro chi legge. È una meditazione delicata sul confine tra apertura e chiusura, tra memoria e presente, dove la poesia diventa il vento che finalmente osa entrare. Molto bella . Un abbraccio