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Riflessioni 28 marzo 2026 · lettura 1 min · 51 letture

Celebrare ciò che non vive

Marcella Usai 305 poesie pubblicate
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Sotto volte ornate di metalli lucenti hai alzato coppe colme d’orgoglio e il suono dei calici ha coperto il silenzio della verità. Hai chiamato divinità ciò che brilla ciò che pesa, ciò che si consuma nel tempo argento che non respira oro che non parla pietra che non ricorda il tuo nome. Eppure il tuo respiro così lieve da non vedersi non ti appartiene. Scorre invisibile tra le tue labbra come vento prestato custodito da una forza che non hai voluto cercare. Le tue vie si intrecciano nell’ombra di ciò che hai scelto di ignorare mentre la notte scrive sul muro parole che nessun metallo può cancellare. O uomo che celebri ciò che non vive ascolta prima che il respiro ritorni al silenzio riconosci ciò che ti sostiene anche mentre lo dimentichi.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai

Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Versi molto potenti e di monito (Ausilia Giordano)

Bella 😘 (Daniele miraflores)

Commenti (4)

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bellissima lirica versi intensi e profondi fai venire i brividi al cuore grazie che scrivi complimenti cara poetessa

Ausilia Giordano28 marzo 2026

Sei strofe stupende, di monito all’umano sentire, che celebra la materia come fosse Dio Creatore. Lo spirito del mondo ha sposato la materia e non si riconosce neanche nel proprio respiro. L’uomo, fatto di acqua, terra e spirito, non si riconosce come creatura di Dio e si confonde nelle sensazioni materiali che offre il mondo materiale. Guardare con gli occhi dell’anima è faticoso e necessita di esercizi particolari, per cui l’uomo proclama Dio oggetti costruiti con le proprie mani e li adora, perché ha bisogno di "toccare" la fede, ma la poetessa ammonisce: Riconoscilo" prima che il tuo alito di vita si spenga, e riavvicinati a Colui che ti ha creato. Elogio alla poetessa.

Daniele miraflores28 marzo 2026

Un dialogo col divino interrogativi che a un certo punto della vita ci poniamo e poi Le risposte della Poetessa placano ogni dubbio . Complimenti per la riflessione Marcella 🙂

Alma Gjini29 marzo 2026

La tua poesia è un invito potente a guardare oltre il luccichio effimero e riconoscere ciò che davvero sostiene la vita. C’è una tensione straordinaria tra l’ostentazione del metallo e la leggerezza del respiro invisibile, che diventa voce e memoria. E in quell’ombra, tra ignoranza e ascolto, emerge una verità sottile: la forza più grande non si mostra, ma accompagna silenziosa. Molto bella. Un caro saluto!