Sete di Canto
Marcella Usai
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Se la mano non accoglie, si svuota,
se il grembo non ascolta, si perde,
se la mente non crea, si fa ombra.
Sento quasi timore a tessere versi,
come un vestito troppo leggero
per l’inverno dei miei anni.
Eppure, profonda,
una bambina ancora danza,
ferita da troppe salite e ferri,
sorpresa di guardare le mie rughe
e scoprirsi ancora intera,
spinta a cercare l’essenziale.
E sulla soglia di un dolore stende parole,
come faceva un tempo,
quando il vuoto si faceva attesa,
luce pulita che accendeva
il passo del giorno dopo.
In questa mia sete di canto, il mondo,
le madri, i rami, la pioggia,
sono la mia sola voce.
Non conta la forma della rima,
ma la fatica di farmi limpida
e donare trasparenza, prima del buio,
perché se il volo non si fa respiro,
ogni speranza diventa catena.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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