Atomo Anonimo
Marcella Usai
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Sono stata il sonno delle pietre
la pazienza cieca delle radici
nel buio profondo.
Atomo anonimo
nel ventre freddo del mondo di polvere .
C’era già un’attesa nel silenzio fossile
promessa di un battito
a plasmare la carne dal nulla.
Ora cammino col peso
di questa forma provvisoria
grumo di fango che ha imparato
a pronunciare il proprio nome.
Sono clessidra aperta
esposta alle correnti del tempo
ogni giorno perdo un pezzo
un granello invisibile nell’aria
nelle pieghe del cuscino
sulla pelle di chi ho amato.
È struggente tenersi insieme
mentre tutto si consuma
questo essere argilla
che trema, che sanguina.
Sono cattedrale di cenere.
E domani, nell’ultimo respiro,
la forma si arrenderà al suo destino originario.
Sarò polvere d’oro a ballare nel raggio solare
velo grigio posato sulle cose abbandonate
terra che nutre i fili d’erba, radice di cipresso.
Non ci sarà dolore nel non avere confini.
Sarà gioia dissolversi
nel grande respiro dell’universo.
Ma oggi, mentre sono ancora qui
in questa forma fragile,
provo la nostalgia lacerante
di essere un’ombra che passa.
Un battito di ciglia tra due eternità di buio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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