Invisibile Linfa
Marcella Usai
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Spendo la mia stessa ombra, non tengo oro
frantumo il guscio di argilla che mi cinge
perché la mia scintilla si faccia soffio
e risvegli le stanze buie dell’anima...
Non chiudo il tempo in un pugno di sabbia
lo lascio scorrere come linfa segreta
tra le radici nude del mio pensiero.
La gemma che stringo forte marcisce
quella che offro al vuoto del cielo
ritorna alla terra come frutto maturo.
Mi svesto di ogni corazza e di vecchi idoli
divento tempio senza porte né guardiani.
Quando accolgo il silenzio del grande abisso
il mio orizzonte si dilata e si arrende.
In questo mio continuo dissolvermi
trovo la sola via che mi appartiene.
Non temo la notte del mio inverno.
Ogni certezza che lascio cadere
non si perde nel baratro del nulla
ma scava un sentiero di pura luce
dove i miei passi, domani
sapranno camminare sul fuoco.
Spalanco le braccia all’invisibile
verso l’essenza oltre la carne
scopro che la mia sorgente è viva
soltanto quando dimentico il mio nome.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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