Il Finto Regno
Marcella Usai
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Hanno bilance d’oro tra le dita
per pesare il valore del tuo sangue
disprezzano il sudore della vita
se veste un panno che nei vicoli langue.
Aprono i salotti alla beneficenza
ma serrano le porte del quartiere
la loro è una pietà di convenienza
un trucco per pulirsi il buon nome sul bicchiere.
Poi tracciano confini sulla pelle
e pesano l’amore con il metro
volgendo gli occhi dritti alle stelle
se due respiri rompono il loro vetro.
Chiamano "natura" la loro prigione
difendono un altare di fango e di decoro
mentre nascondono sotto il bancone
la frusta che colpisce chi non è come loro.
Giudici di gesso su troni di cartone,
che comprano il rispetto col casato
ma tremano se crolla l’illusione
e il loro finto regno viene infangato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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