Partorire il mondo
Marcella Usai
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Dorme l’universo in un grumo di nebbia
fino al crollo improvviso della palpebra.
Nulla ha nome
nessuno ha profilo
prima che l’occhio si tiri dietro il filo
di un’aurora nuova.
Cammino nel vuoto delle cose taciute
basta il tendersi di una mano
per inventare il confine di un corpo.
Così l’artista solleva il sipario del buio.
Fissa un punto
e il punto si fa altare, battito
ferita aperta nel muro del tempo.
Non è descrivere.
È partorire il mondo.
E la tela resta lì, sospesa a metà
come un respiro trattenuto in gola
aspettando che un altro sguardo
venga a raccogliere il testimone
a posare gli occhi
su quella forma instabile
per dirle: esisti.
Siamo noi i custodi del reale.
Se distolgo lo sguardo, il mondo si sfa.
Se torno a guardare,
tutto ricomincia a brillare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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