Sordi al battito
Marcella Usai
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Porte serrate da muri d’aria:
gli occhi s’illudono
nell’ombra del proprio riflesso
l’orecchio s’impiglia
nel frastuono del mondo
e le mani sfiorano soltanto
la pietra fredda delle cose.
La lingua stanca ripete
echi già masticati
mentre il petto respira
l’aria chiusa e stantia dell’abitudine.
Sopra questo tempio assopito
siede la mente
sovrano severo
tessitore di dubbi.
Forgia gabbie
con la tempra della logica
traccia confini
con l’inchiostro della paura
pesa ogni passo
trema per il domani
si consuma sulle ceneri
di ciò che è stato.
Così il cuore resta un’arca sigillata
una fortezza dimenticata nel buio.
Eppure, sotto la bufera dei pensieri
vibra un ritmo sommesso e antico.
È il battito profondo della vita:
non pretende risposte
non pronuncia parole
conosce già la strada.
Ma noi restiamo sordi al suo sussurro
ipnotizzati dall’illusione
di cinque sensi distratti
prigionieri di un intelletto
troppo pieno per poter accogliere.
Basterebbe soffiare
sulla luce austera della ragione
zittire per un istante
il clamore dei calcoli
per sentire, finalmente
l’infinito che preme dentro di noi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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