Radici e Maree
Marcella Usai
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Ci hanno insegnato l’arte del freno
la geometria dei passi misurati
come se la vita fosse
un cristallo fragilissimo
da non esporre mai al vento.
Ci dicevano di asciugare
la pioggia dagli occhi
prima ancora che bagnasse la terra
di soffocare la corsa
al primo battito d’ali
di indossare corazze troppo pesanti
per corpi pensati per volare.
E così siamo cresciuti
come alberi potati a metà
con rami che temono
di toccare il cielo
e radici educate a stare
composte nell’ombra.
Ma se invece...
Se ci avessero insegnato
a fluire come marea
a lasciare che il pianto
lavi via le scorie del giorno
come il mare pulisce la battigia
se la forza non fosse stata
un muro di pietra
ma la trasparenza del vetro
felice di farsi luce...
Forse oggi non sfileremmo via
tra i giorni come spettri cortesi.
Saremmo fiumi in piena
che sanno dove andare
voci senza bavaglio
mani stese non per difesa
ma per accogliere.
Non più architetti di gabbie dorate
ma naufraghi felici
nell’oceano sconfinato
della nostra verità.
©
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L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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