Li, l’usignolo, l’angelo pei, la iena e la guerra
Mentre fugge
dagli artigli di una iena affamata,
un piccolo usignolo
rimane impigliato tra i rovi.
La iena ride, famelica,
e tenta di raggiungerlo,
ma le spine, crudeli come proiettili,
le impediscono di afferrarlo.
Il piccolo uccello, spaventato,
cinguettando tra i rami,
ricorda i consigli
del suo compagno Pei:
-Vola piano, Li,
non passare vicino alla zona dei missili;
potrebbero spezzarti le ali.
-Pei, è solo fantasia!
Non ci sono missili nel cielo!
-La fantasia, Li,
a volte ci impedisce
di guardare in faccia la realtà.
-Svegliati, resta con i piedi per terra,
smetti di fantasticare:
i cacciatori non perdonano,
e nemmeno la guerra.
Ora, ormai vicino alla morte,
Li ricorda il suo amico
e pensa:
-Ah, Pei...
non so più cosa sia peggio:
la iena e la sua fame,
che non distingue tra gli animali,
oppure l’uomo e le sue guerre,
la sua brama e il suo potere,
capaci di devastare ogni cosa,
di trasformare la vita in cenere,
lasciando dietro di sé
soltanto morte
e distruzione.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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