All'amata donzella
Disadorno lo mio cor
se Voi non siete al mio cospetto
e m'imprime sì forte il dolor
come macigno dentro il petto
Se non veggo dei Vostri occhi il color
me lasso porria morir di sasso
e spegnersi come flebile candela l'ardor
se non incontro il Vostro passo
E perché fuggite, amata mia?
Di candidi fior di prato rivestir Vi voglio,
ma se ciò non Vi aggrada, così sia
e però per tutta vita sarà mio doglio
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un poetare che affascina. Complimenti (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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A
Alorian13 ottobre 2009
Questa poesia è spettacolare. Sembra di ritornare indietro di 700 anni. Bellissima. Il lnguaggio vero della poesia. xD