Rapimento amoroso
Venuta eri, cheta
a trafigger ciò che in me pulsa,
di grazia rivestita
d'ardor calor mi plagiasti,
Tu, sublimazione della mai spenta bellezza,
divina creazione del magico Olimpo,
mi prostrai, dalle spire di Cupido avvolto,
ai tuoi piè tutto calato
turbato d'immane potenza d'Amore,
nessun senso celato al tuo sguardo,
regalato universalmente a te
fin all'antro d'oscurità maggiore che risiede in me
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Nellabernardi3 gennaio 2009
noto lo sforzo, a volte ben riuscito, del tuo scrivere simil- Dantesco, ho letto le tue poesie e quasi in tutte ho trovato l'esperienza del sentimento, ma in questa, forse mi sbaglio, mi sembra di notare una forzatura...
