A lei che soffre
A lei che soffre
nel silenzio
sol rotto dai timidi lamenti
impercettibili alla Natura
A lei che pur soffrendo
volge il suo sereno sguardo
velato d'interiori dolori
a coloro che chiedon sostegno
A lei sofferente
che proferisce conforto
estrema luminosità del suo essere
nell'eterna lotta delle avversità
A lei che ha compagna la sofferenza
infida amica
che mai demorde e l'abbandona
nel tormentoso turbine tonante
della mesta prova quotidiana
A lei che vince
vittoriosa sconfigge le tenebre
devastanti la quiete
si cinge d'alloro il ricciolo capo
si erge maggior Dea di Bellezza
immutato rimane il suo spirito
saturo di forza dell'Olimpo,
schiaccia irriverente
e rigetta nell'Ade i neri sovrani,
cavalca il bianco destriero d'Apollo
balenante nel vivido Sole
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Mauro7 febbraio 2009
Dedicata alla Madonna? Ma anche se così non fosse, ho molto apprezzato questi versi scritti con acutezza e perizia. Molto piaciuta.
