Invettiva contro eros
Tu, di Venere eccelsa il divin figliol
provocator dell'ardue passion
col dardo tuo m'hai generato sol dol!
Maledetto il dì che mi colpisti col tuo ardor
come un nefasto sibilo senza rumor
s'affondò la velenosa freccia nel tremante cor
In eterno riponi nella perfida faretra
le tue frecce d'Amor, e da me arretra
ch'io non posso sopportar tal vita tetra
E che mai possa riveder il tuo putto viso
che crea sol illusion e t'abbandona d'improvviso
ed una lacrima dannata cala a prostrar il riso
Abbandonati nell'Ade, dio d'illusione
che sia precoce la morte tua in me
che cessino di suonar le trombe dell'adulazione,
ancor non fuggi? Voglio sentir solo me!
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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